Ci ha lasciato la bimba col pugno chiuso

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E’ con estremo dolore che l’ANPI di Roma ha appreso la notizia della scomparsa della Partigiana Giovanna Marturano, avvenuta il 22 agosto scorso a Roma. Antifascista, partigiana della Brigata Garibaldi, dirigente del Partito Comunista Italiano, Giovanna ‘Bimba col pugno chiuso’ si è spenta a 101 anni lasciando, soprattutto alle nuove generazioni, un enorme e prezioso testamento, avendo continuato fino a pochi mesi fa a testimoniare con grande passione e lucidità il suo impegno politico e civile e di quello dei suoi famigliari nella lotta per la libertà e la democrazia. Era nata a Roma il 27 marzo 1912, Medaglia di bronzo al valore militare, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Presidente onorario dell’ANPI di Roma. La Presidenza dell’ANPI di Roma si stringe attorno ai familiari esprimendo loro le più sentite condoglianze.

Giovanna aveva 24 anni quando, nel 1936 aveva aderito a Milano, (dove la famiglia di origini sarde si era trasferita da Roma), al PCI clandestino. Ma era ancora bambina quando, nella casa romana di via Monte della Farina, faceva con la sorella Giuliana (classe 1914), i turni di guardia per evitare sorprese della polizia fascista mentre i Marturano Pintor (la madre di Giovanna era appunto una Pintor), preparavano in casa la stampa e i volantini antifascisti che avrebbero poi diffuso nella Capitale. Col trasferimento a Milano, Giovanna aveva dovuto interrompere gli studi di architettura che seguiva a Roma ed aveva preso a lavorare in fabbrica. Con l’arresto di uno dei suoi fratelli anche Giovanna fu arrestata. Scarcerata dopo un mese di detenzione rimase schedata come “sovversiva”, tanto che nel 1941, quando chiese di andare a Ventotene per sposarvi Pietro Grifone (che vi era confinato e che aveva conosciuto ai tempi degli studi romani al “Visconti”), la polizia tentò inutilmente di impedire quello che sarebbe poi stato ricordato come “il matrimonio di Ventotene”.Sulla storia di Giovanna Marturano e dei suoi famigliari nel 1972 è stato pubblicato un libro, con prefazione di Giorgio Amendola dal titolo “I compagni”.Dopo il matrimonio con Grifone, quando il marito aveva terminato di scontare il confino, Giovanna era tornata a Roma e qui, durante l’occupazione nazifascista era entrata nella Resistenza, meritando la medaglia al valore. Giovanna è stata particolarmente attiva nei quartieri popolari della Capitale, svolgendovi un’attività antifascista, soprattutto tra le donne, che non ha mai cessato. Nel 2006 ha raccontato a Filomenilde Castaldo della specificità femminile durante la lotta contro i nazifascisti e durante la ricostruzione dell’Italia. Nel 2008 è uscito il libro da lei scritto intitolato: “Giovanna – Memorie di una famiglia nell’Italia del Novecento”. Nel 2013 Giovanna Marturano ha raccontato la sua vita nel documentario “Bimba col pugno chiuso” di Di Mambro, Mandrile e Migliaccio, prodotto da Todomodo e Produzioni dal Basso.

Roma, 24 agosto 2013

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